Stefano Pilia, Antonio Bertoni e Paolo Mongardi | PlayTime

PlayTime è la rassegna del venerdì: giocare con la musica tra improvvisazione e contaminazione artistica.

Ospiti di questo appuntamento:

Antonio Bertoni / Ongong: improvvisatore, compositore e performer, utilizzadiversi strumenti tradizionali, strumenti auto-costruiti ed elettronica.
Nato nel 1977, ha studiato contrabbasso al conservatorio di Piacenza con Leonardo Colonna, jazz con Attilio Zanchi e pianoforte con Umberto Petrin.
Ha approfondito e praticato l’improvvisazione con Barre Phillips, Gino Robair, Thomas Lehn, Roberto Dani, Ingar Zach e altri. Ha studiato le tabla e la musica Hindustani con Pritam Singh presso il Ravi music college di Birmingham.
Ha studiato alcune tradizioni africane con Omar Hayat, Dramane Konate e Joe Legwabe. Collabora con teatro, danza, cinema e performance art come compositore, performer e consulente tecnico o inventore.
Ha pubblicato come solista o con diverse formazioni su Leo Records (UK), Important Records (US), Boring Machines (IT) e altre etichette discografiche.
Discografia, recensioni e altre informazioni sul sito – www.ongon.it

Paolo Mongardi: batterista-percussionista indiscreto e multiforme, è attivo in formazioni di varia natura: dal duo math-prog sonico ZEUS! (Three One G Recordings), al trio di heavy soundtracks FUZZ ORCHESTRA (Wallace Records), al trio art-rock IL SOGNO DEL MARINAIO con lo stesso Stefano Pilia alla chitarra e Mike Watt, già leggendario bassista di Minutemen e The Stooges, al trio elettro-acustico sperimentale BBM (Boring Machines) con Alberto Boccardi e lo stesso Antonio Bertoni, all’oscuro duo ambient drone FULkANELLI (NO=FI Recordings) col chitarrista Cristian Naldi, al sestetto live di Giovanni Truppi, voce fuori dal coro del nuovo cantautorato italiano.
Oltre a varie collaborazione, sempre all’insegna della trasversalità, ha militato anche in formazioni quali Jennifer Gentle, Le Luci Della Centrale Elettrica, Ronin…

Stefano Pilia: chitarrista, si è formato al Conservatorio G.B. Martini di Bologna, ma da sempre attento sia alle forme classicamente “rock” che a quelle di avanguardia e ricerca sullo strumento. Originario della Liguria ma trasferitosi da tempo a Bologna, Pilia ha portato avanti una intensa attività in solo che ha fruttato nel corso degli anni una notevole mole di lavori, tutti di alto livello, oltre a una serie di collaborazioni a tutto tondo che lo hanno portato dagli esordi coi bolognesi Settlefish all’entrare in pianta stabile nei Massimo Volume prima e a supportare poi in sede live gli Afterhours, oltrechè registrare in studio, con la cantanta maliana Rokia Traorè.
Accanto a queste collaborazioni, però, Pilia ha sempre trafficato con la musica d’avanguardia e underground, dato che per sua stessa ammissione è sempre stato attratto dalla ricerca sul suono e sulle sue relazioni con lo spazio, la memoria e il tempo.
Un altro aspetto che caratterizza l’atomizzata discografia piliana è quello delle collaborazioni e split: da segnalare lo split 12″ con Paolo Spaccamonti Stands Behind The Men Behind The Wire (EFT, Brigadisco 2013), il trio con David Grubbs e Andrea Belfi, i lavori con David Maranha e Blind Jesus, la citata attività live con Rokia Traorè che lo ha portato a frequentare e inglobare gli input multiculturali africani e molto altro ancora, per uno dei chitarristi più attivi e coraggiosi del panorama italiano. In questi ultimi anni, Pilia ha via via approfondito l’elemento acustico della chitarra, in una ricerca che lo ha portato a elaborare in solo Blind Sun New Century Christology, proprio in una alternanza tra tradizione prewar blues e avanguardia chitarristica.

Ingresso libero.

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