Lavoro in corso – Storie dal mondo del lavoro che cambia

“Se si escludono istanti prodigiosi e singoli, che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra” Primo Levi – La chiave a stella

Secondo il filosofo Roman Krznaric, il desiderio per un lavoro gratificante, specchio dei nostri valori, passioni e personalità, è una invenzione relativamente moderna. Per secoli la maggior parte della popolazione occidentale è stata troppo occupata a sopravvivere per domandarsi quale fosse la propria vocazione, mentre oggi la spinta nel profondo sembrerebbe essere totalmente invertita, dalla ricerca di soldi alla ricerca di senso.

Mai prima d’ora il mercato del lavoro si è rivelato così complesso da inquadrare all’interno di facili orientamenti e previsioni, mostrandosi piuttosto come una terra instabile, mossa da continui terremoti, dove sembrano farsi spazio due narrative in apparente contraddizione: i numeri sulla disoccupazione e sul precariato da un lato; le storie, fuori statistica, su chi un lavoro ce l’ha ma desidera cambiarlo, alla ricerca di una vita più coerente con i propri desideri, anche a costo di sacrificare una conquistata stabilità.

Al tempo stesso, a forza di stringere l’analisi sul solo lavoro – che c’è, non c’è, che cambia – si perde forse di vista la vita, come somma della meravigliosa varietà di attitudini, vocazioni e relazioni che fa di ciascuno di noi molto più di un titolo e un mestiere, come ricorda Franco Fernandi Bifo , quando mette in guardia sul bisogno ansiogeno di identità lavorativa.

In tutta questa complessità, proiettata in avanti ma di fatto già presente, abbiamo sentito il bisogno di dedicare uno spazio di approfondimento al tema del lavoro che cambia. Con una lente che ci consenta di guardare la complessità da vicino, partendo dalle storie e dalle scelte individuali. Inserendole però in un contesto più ampio, affinchè sia possibile collocarle all’interno di scenari in formazione e delineare cornici di senso utili a chiarirci un pò le idee, nella speranza che possa servire ad orientare scelte più consapevoli in un mondo del lavoro in costante evoluzione.

Il desiderio di occuparci di forme appassionanti di lavoro è intrinseco alla nascita di Kilowatt: un gruppo di persone che hanno da sempre cercato di guardare insieme alle nuove forme di lavoro e di distribuzione (o socializzazione) del valore generato da esso, alle risposte creative alle difficoltà occupazionali, alla co-creazione di alternative collaborative all’allentamento della tenuta del sistema basato sul welfare pubblico.

La sensazione è che vivere una vita gratificante e creativa oggi, nell’epoca della grande crisi, sia più che mai possibile e auspicabile, come ci ispira a pensare Courney E. Martin nel suo recente TED Talk.  Nella certezza che sperimentare e condividere modi sostenibili per farlo possa servire a tutti per disegnare un pezzo della società in cui vorremmo vivere in futuro. Meno grigia e spietata degli scenari più funesti sul futuro del lavoro dipinti da molti osservatori e al tempo stesso meno ingenua di chi, semplificando, possa confondere il precariato con la libertà e farne un valore.

Proveremo a dare il nostro contributo come ci è naturale fare: stimolando – attraverso un’indagine online e successivi incontri dal vivo – la creazione di una community di persone interessate al tema, con le quali scegliere gli argomenti da approfondire e gli esperti da invitare, con un’attenzione particolare al “come” sono state affrontate alcune scelte, più che al loro contenuto, non sempre replicabile.

Per partecipare all’indagine e restare aggiornati sui successivi approfondimenti, seguite il link in basso, aspettiamo le storie che ci vorrete raccontare, entro il 24 ottobre!

https://lavoroincorso.typeform.com/to/F9ll04