Kilowatt riceve il premio «WELCOME. Working for refugee integration» dell’UNHCR

WELCOME. Working for refugee integration è il premio che l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) conferisce alle aziende che si contraddistinguono per aver favorito l’inserimento professionale dei rifugiati e per aver sostenuto il loro processo d’integrazione in Italia.

Questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché creare lavoro di qualità è uno degli obiettivi principali di Kilowatt come abbiamo raccontato anche nel nostro bilancio di impatto:

crediamo che la qualità del lavoro passi attraverso la qualità del trattamento lavorativo, delle relazioni, dei servizi goduti; dalla costruzione di uno spazio protetto, di emersione dei talenti dove provare, sbagliare e imparare.

Coinvolgere persone di diverse provenienze geografiche tra i nostri dipendenti, collaboratori e tirocinanti ci ha permesso di portare innovazione nei nostri processi e di ripensare al modo in cui produciamo valore sociale, ma anche ambientale ed economico. L’esempio concreto di questo cambiamento di prospettiva è Semìno – Alimentare Positivo,  un progetto di agricoltura sociale pensato per portare sul mercato prodotti agricoli resilienti e nutrienti tipici delle diete di altri paesi e difficilmente reperibili in Italia. Un percorso che non sarebbe mai iniziato senza l’incontro con Farouk, l’aiuto cuoco del Bistrot VETRO, che ci ha permesso di riconoscere un bisogno e di provare a immaginare una soluzione.

Siamo convinti che in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui atteggiamenti di chiusura, diffidenza e razzismo sono sempre più diffusi, sia più che mai importante attivarsi per affermare una narrazione diversa sul tema della migrazione. L’avvio di CRIB, il percorso di incubazione per persone migranti che vogliono avviare un progetto di impresa nel nostro territorio, mira proprio a proporre un altro modello di comunità: aperta, inclusiva e accogliente.

Accogliamo quindi que sto premio con la speranza di riuscire a fare ancora meglio negli anni a venire e cogliamo questa occasione per ringraziare di cuore Ismail, Farouk, Oumar, Alhagi, Muhammad, Sylla, Barry, Sepideh, Juliette e Marie Paul che hanno percorso o stanno percorrendo un pezzo di strada insieme a noi.