Il progetto

Kilowatt dà il via al quarto anno all’interno del progetto Le Serre dei Giardini, l’HUB metropolitano dell’innovazione e della promozione della cultura imprenditoriale, fatto di incubazione per start up, coworking, spazi per esposizioni, formazione, eventi e aggregazione, uffici e servizi condivisi. Un progetto, coordinato dal Comune di Bologna con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Fondazione Golinelli, Kilowatt e ASTER, che prende vita nei 650 metri quadrati riqualificati delle serre comunali all’interno dei Giardini Margherita.

L’obiettivo di Kilowatt alle Serre dei Giardini è quello di promuovere una comunità di innovatori per animare i programmi pubblici e privati, di organizzare eventi culturali inclusivi per offrire alla città un luogo d’incontro e di crescita culturale, di contaminazione, formazione ed integrazione.

Per dare vita a questo ambizioso progetto Kilowatt sta investendo circa 400.000€, con il supporto di un co-finanziamento di 50.000€ da parte della Regione Emilia Romagna, per riqualificare uno spazio pubblico ricevuto in concessione per 15 anni e restituirlo alla città dopo un lungo periodo di abbandono.

Il modello

Per la gestione de Le Serre dei Giardini si è scelto un modello ibrido a più livelli:

  • da un lato si affiancano soggetti istituzionali e non, pubblici e privati in un luogo che accoglie e incuba sia realtà imprenditoriali sia community che gruppi informali: Kilowatt affianca il Comune di Bologna, la Fondazione Golinelli e Aster con il ruolo di “incubatore e acceleratore di community”, con l’obiettivo di fare da ponte tra soggetti innovativi ma non strutturati e soggetti più istituzionali;
  • la governance include attività profit che bilanciano attività non profit, a maggiore impatto sociale ma a minore sostenibilità economica: le prime rendono possibili le seconde, mantenendo in entrambi i casi una valenza pubblica e garantendo la massima accessibilità;
  • all’interno degli spazi si generano occasioni di incontro e contaminazione tra mondi diversi: dagli imprenditori, startupper, famiglie, giovani, fino ai bambini, che hanno uno spazio educativo allestito solo per loro con i migliori materiali didattici e una libreria multilingue, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze per la qualità della vita dell’Università di Bologna: l’obiettivo è promuovere la cosiddetta “cross fertilization”, ossia il reciproco scambio di punti di vista, che pensiamo rappresenti un enorme valore e la base della crescita dell’area metropolitana.

 L’ibridazione tra pubblico e privato, profit e non profit è la base di un modello imprenditoriale a forte vocazione sociale che garantisce la creazione del valore in modo partecipato ed una redistribuzione dello stesso verso la comunità, senza pesare sui conti pubblici, pur incorporandone i valori.

Si tratta di una sperimentazione, in linea con l’evoluzione che l’imprenditoria sociale sta vivendo in Italia ed in Europa, per trovare modelli nuovi in grado di rispondere ai bisogni sociali e stare in modo sostenibile sul mercato.